Evento sorpresa

Fervur rumantscha! 

Poesia contemporanea della Svizzera romancia in America Latina e poesia latinoamericana in Svizzera

Poete e poeti, traduttrici e traduttori latinoamericani hanno approfondito la storia della lingua romancia ed esplorato le grammatiche dei diversi idiomi, accostandosi all’“intercomprensione” tra le lingue neolatine. Dal progetto sono nati anche un’antologia digitale e un film con testi, in traduzione spagnola e portoghese, di Jessica Zuan, Rut Plouda, Gianna Olinda Cadonau, Flurina Badel, Leta Semadeni, Romana Ganzoni, Carin Caduff e Nina Dazzi. In direzione inversa, il 44º numero della rivista LITTERATURA presenta poesia e prosa breve dall’America Latina in traduzione romancia. Fervur rumantscha! è un’iniziativa di Looren América Latina, un programma specifico della Casa dei traduttori Looren che nel 2025 celebra il suo 20º anniversario. Durante il festival Lettere dalla Svizzera alla Valposchiavo Isabel Teresa García, Fernando De Leonardis, Ariel Dilon, Carla Imbrogno, Prisca Agustoni, Gianna Olinda Cadonau, Flurina Badel e Walter Rosselli faranno risuonare, in un’alternanza di voci, i risultati di questo scambio. Con la collaborazione della Lia Rumantscha.

Durante il festival

Letture sceniche in italiano ad opera di Massimiliano Zampetti

(IT)

Massimiliano Zampetti è attore, doppiatore, speaker e regista. Ha all’attivo più di trenta spettacoli. Ha collaborato con diverse realtà tra cui: Teatro d’Emergenza, LAC Lugano, Teatro Sociale di Bellinzona, RSI radio e televisione. Con Radix Svizzera italiana sviluppa spettacoli interattivi nelle scuole sulla prevenzione alle dipendenze. Ha da poco creato l’associazione Ex/Novo per facilitare la collaborazione tra le varie realtà artistiche in Ticino.

Domenica 5 ottobre

ore 16:00, Casa Torre

Disgust – un monologo bilingue dell’autrice e performer Flurina Badel.

Evento dedicato al Premio Letterario Grigione. Essere autori in terra trilingue.

(RM / EN)

Come ci si sente a parlare una lingua che viene capita sempre meno? Che aspetto ha il punto di intersezione con una lingua sempre più diffusa? Cos’è il bello degli incontri? Come si fa a sopportare la tensione di essere sia un individuo sia parte indissolubile dell’umanità? Dove finisce il senso di appartenenza? Qual è l’effetto farfalla di un abito di seta rossa? Cosa significa essere cosmopoliti in un mondo sempre più dominato da despoti, differenze di classe, dispositivi digitali e crisi climatiche? Quali alberi dovremmo piantare? E i bambini? Disgustato, giocoso, politico, strano, poetico, disperato, pieno di speranza, complesso, divertente, esigente, sensibile e onesto.

Domenica 5 ottobre

ore 14:30, Casa Torre

Eugène Meiltz, presentato da Carlotta Bernardoni-Jaquinta.

Scrivere nella linga di adozione.

(FR / IT)

Eugène Melitz è nato a Bucarest sei giorni prima che l’uomo mettesse per la prima volta piede sulla luna. All’età di sei anni è approdato in un mondo ancora più strano: la Svizzera. Scrive romanzi, racconti, album per bambini, cronache e opere teatrali. Dal 2008 sale regolarmente sul palcoscenico per interpretare i propri romanzi. Spettacoli in cui interpreta tutti i personaggi: sé stesso a sei anni, sua madre, suo padre, un doganiere o… il dittatore Nicolae Ceausescu. Insegna all’Istituto Letterario Svizzero, che festeggerà il suo ventesimo anniversario il prossimo anno. Lettre à mon dictateur (ed. Slatkine, 2022) è stato insignito del Premio svizzero di letteratura ed è stato tradotto in italiano, tedesco, romeno e russo. Il suo ultimo romanzo, L’ombre de la Belle (ed. Slatkine), è uscito ad agosto.

Carlotta Bernardoni-Jaquinta, nata nel 1988 a Sorengo, si è laureata in letteratura francese e russa all’Università di Losanna. È stata redattrice responsabile dell’edizione italiana della rivista svizzera di scambi letterari Viceversa Letteratura e membro della commissione di programmazione delle Giornate letterarie di Soletta. Traduttrice e moderatrice, collabora con diverse manifestazioni e istituzioni culturali. Per Gabriele Capelli ha tradotto La moglie di Anne-Sophie Subilia, Fucile di Odile Cornuz e Galel di Fanny Desarzens.

Domenica 5 ottobre

ore 11:30, Casa Torre

Ruth Gantert presenta il numero 19 della rivista Viceversa letteratura. Dialogo e letture con Ralph Tharayil e Mariann Bühler.

(DE / IT)

Ralph Tharayil è cresciuto a Liestal con i genitori originari dell’India meridionale. Ha studiato storia, media e letteratura a Basilea. Lavora con testi che si collocano tra letteratura, teatro e audio. Nel 2023 è uscito il suo esordio letterario Nimm die Alpen weg, che ha vinto il Premio Terra Nova della Fondazione Schiller svizzera e la medaglia Alfred Döblin. Nel settembre 2024 il libro ha debuttato al Bühnen Bern, dove Ralph è autore residente nella stagione 24/25. La sua opera teatrale, una rivisitazione del Libro della giungla, andrà in scena nel gennaio 2026. Insieme a Ivna Žic e Henri-Michel Yéré, cura e modera la serie di conferenze Second Thoughts – weil die Welt nicht so bleiben kann wie sie wird alla Casa della letteratura di Basilea. Ralph fa parte del collettivo artistico post-tedesco parallelgesellschaft. Vive a Berlino.

Mariann Bühler è nata nel 1982 nella Svizzera centrale. È autrice, mediatrice letteraria e organizzatrice di eventi. Il suo primo romanzo Verschiebung im Gestein (Atlantis Literaturverlag) è stato nominato per il Premio svizzero del libro 2024. Per la sua produzione letteraria ha ricevuto una borsa di studio dalla commissione per la letteratura dei due cantoni di Basilea (2018) e dalla Zentralschweizer Literaturförderung (2020). Vive a Basilea da molti anni. Ha fondato e diretto il progetto Letture sul Sofà e ha lavorato, tra l’altro, per la Casa della letteratura della Svizzera centrale e per quella di Basilea. È coeditrice del volume Reihenweise. Veranstalten in der Freien Literaturszene (edizione mosaik, 2022). Ha studiato letteratura e linguistica inglese, islamistica e gender studies all’Università di Basilea e all’Università libera di Berlino, conseguendo la laurea nel 2010.

Ruth Gantert è traduttrice dal francese, dall’italiano e dal romancio. Tra le sue traduzioni recenti Peter und so weiter di Alexandre Lecoultre (Der gesunde Menschenversand), Aus gleichem Holz di Marion Fayolle (Atlantis), Gloria. Mohammed di Isabelle Flükiger (Rotpunktverlag) e l’antologia Amur a cura di Annetta Ganzoni e Bettina Vital (Chasa Editura Rumantscha). Fino ad agosto 2025 è stata coordinatrice del progetto «Viceversa» e responsabile dell’edizione tedesca della rivista nonché del sito trilingue viceversaletteratura.ch. Redattrice e mediatrice culturale, è segretaria generale della Fondazione Casa Atelier di Bedigliora.

Domenica 5 ottobre

ore 10:00, Casa Torre

Elvira Dones dialoga, intorno alla sua opera, con Simone Pellicioli.

Realismo e poetica del linguaggio narrativo di Elvira Dones.

(IT)

Elvira Dones è nata a Durazzo e cresciuta a Tirana (Albania). Nel 1984 si laurea in lettere inglesi e albanesi all’Università statale di Tirana. Nel 1988 lascia il suo paese – a quel tempo ancora una dittatura comunista – e si stabilisce in Svizzera. Dal 2004 al 2015 vive e lavora negli Stati Uniti d’America, prima a Washington D.C. e poi in California, sulla baia di San Francisco. Rientra definitivamente nella Svizzera italiana alla fine del 2005. Elvira Dones è scrittrice bilingue, albanese e italiano; ha scritto otto romanzi (tre dei quali in italiano), due raccolte di racconti, alcune sceneggiature. I suoi libri sono stati tradotti in diverse lingue europee. Ha anche realizzato una serie di documentari per la RSI – Radiotelevisione svizzera.

Simone Pellicioli, classe 1984, è cresciuto a Poschiavo nei Grigioni. Dopo aver conseguito un Bachelor e un Master in Scienze dell’educazione, un Master in Letteratura e Filologia italiane e un Diploma per l’insegnamento liceale presso l’Università di Friburgo, è oggi docente di italiano e geografia in Ticino. Si occupa di critica letteraria ed è stato membro della giuria del prestigioso Premio Strega nel 2012. Per quattro anni è stato redattore dei Quaderni della Pro Grigioni Italiano (PGI) per la sezione Valposchiavo. Tiene interventi su autori e tematiche dei quali è interessato e appassionato (scrittori della Svizzera italiana, opere di Umberto Saba, lingue e traduzioni di J.R.R. Tolkien, dialetto poschiavino, cinematografia) e svolge attività di moderatore e intervistatore per eventi culturali.

Domenica 5 ottobre

ore 9:45 — 12:45 e 14:15 — 18:45, Centro Parrocchiale
Riservazioni

Libretticolare

Laboratori per l’infanzia

Quattro i percorsi proposti, fruibili nelle giornate di sabato e domenica:

  • Ascoltare racconti in italiano, tedesco, romancio, francese e piripù

  • Rilegare libricini, libretti e libroni

  • Inventare e raccontarsi storie

  • Sfogliare pagine minuscole, leggere parole infinite, guardare figure parlanti e tuffarsi nei libri

La letteratura per il bambino è racconto, ascolto, lingua, rapporto interpersonale tra chi legge e chi ascolta, illustrazione e immagine interiore. I libri sono anche oggetti fisici, esperienza sensoriale ed emotiva. Attraverso l’ascolto di racconti, il giocare a inventare storie insieme, a costruire materialmente un proprio libro, i laboratori mirano a portare i più piccoli a stretto contatto con la letteratura.

Permettere ai bambini di sperimentare il fascino dei libri, come fonte di esperienza, ma anche come oggetti concreti, e di conoscerli ed avere l’opportunità di imparare ad amarli.

Sabato 4 ottobre

ore 20:30, Casa Torre

Kim de l’Horizon dialoga con Silvia Albesano, sua traduttrice per l’italiano.

La scelta della lingua e le sue mescolanze a servizio del soggetto narrativo.

(DE / IT)

Kim de l’Horizon, nato nel 2666 su Gethen. Prima di Perché sono da sempre un corso d’acqua, Kim ha cercato di attirare l’attenzione con premi per giovani talenti, tra cui il concorso per poesie inedite Textstreich e il Damenprozessor. Oggi Kim ne ha abbastanza dell’«IO», studia stregoneria con Starhawk e scrive testi in collettivo per la rivista DELIRIUM. Perché sono da sempre un corso d’acqua ha vinto nel 2022 il premio letterario della Fondazione Jürgen Ponto, il Deutscher Buchpreis e il Premio svizzero del libro. Il romanzo è stato tradotto in 17 lingue e adattato per il teatro.

Silvia Albesano. Piemontese di nascita e di ritorno, si è formata tra Pavia e Heidelberg, dove ha studiato Lettere Moderne e Linguistica. Traduce dal tedesco e dall’inglese narrativa e saggistica di taglio storico e di storia della cultura, e collabora con diverse case editrici italiane come revisora e scout. Tra gli autori tradotti dal tedesco: Franz Kafka, Rainer M. Rilke, Leo Spitzer, Gustav Mahler, Esther Kinsky, Kim de l’Horizon, Charlotte Gneuß, Andreas Moster. Dal 2008 al 2018 ha insegnato Storia della lingua italiana all’Università di Lugano.

Sabato 4 ottobre

ore 17:30, Casa Torre

Henri Michel Yéré in dialogo con la traduttrice Carlotta Bernardoni-Jaquinta.

Lingue imposte, lingue del cuore e loro inserimento dentro alla produzione poetica contemporanea.

(FR / IT)

Henri Michel Yéré è un poeta ivoriano e svizzero nato nel 1978 ad Abidjan. Ha pubblicato tre volumi di poesia. Mil Neuf Cent Quatre Vingt-Dix (Panafrika) e La nuit était notre seule arme (L’Harmattan) sono usciti nel 2015. Mil Neuf Cent Quatre Vingt-Dix è stato selezionato per il Prix CoPo 2016 (Francia) e per il Prix Ivoire d’Expression Francophone 2016 (Costa d’Avorio). La nuit était notre seule arme ha ricevuto una menzione speciale della giuria del Grand Prix National Bernard Dadié du Jeune Écrivain, sempre nel 2016. Polo kouman/Polo parle (Éditions d’en bas, 2023) è stato selezionato per il Grand Prix Afrique dell’ADELF 2023 ed è stato insignito del Prix international Rotary/PEN Club de la Francophonie nell’ottobre 2024. Dottore in storia contemporanea, Yéré ha studiato in Francia, Sudafrica e Svizzera. Vive a Basilea, dove è docente e ricercatore. Svolge inoltre un’attività indipendente come consulente in materia di inclusione, uguaglianza e diversità presso istituzioni culturali, istituti di ricerca e aziende.

Carlotta Bernardoni-Jaquinta, nata nel 1988 a Sorengo, si è laureata in letteratura francese e russa all’Università di Losanna. È stata redattrice responsabile dell’edizione italiana della rivista svizzera di scambi letterari Viceversa Letteratura e membro della commissione di programmazione delle Giornate letterarie di Soletta. Traduttrice e moderatrice, collabora con diverse manifestazioni e istituzioni culturali. Per Gabriele Capelli ha tradotto La moglie di Anne-Sophie Subilia, Fucile di Odile Cornuz e Galel di Fanny Desarzens.

Sabato 4 ottobre

ore 16:00, Casa Torre

Viola Cadruvi, intervistata da Flurina Badel.

Scrivere letteratura in Rumantsch Grischun.

(RM / IT)

Viola Cadruvi è autrice, docente, studiosa di letteratura, editorialista e madre di due figlie. Scrive in romancio e in tedesco. La sua prima pubblicazione, La feglia dal fraissen, una raccolta di racconti brevi, è uscita nel 2020 per la Chasa Editura Rumantscha. Un anno dopo è uscito il suo primo romanzo, Panuglias da fim, edito da Ediziun Apart. Ha ricevuto numerosi premi e le sue novelle in romancio sono state tradotte in diverse lingue. Nel 2023 ha conseguito il dottorato all’Università di Zurigo con una tesi sulla rappresentazione del femminile nella letteratura romancia contemporanea. Attualmente lavora come sceneggiatrice per cartoni animati per l’infanzia in romancio presso lo Studio Toc.

Flurina Badel è scrittrice e artista. Dopo una prima formazione nel giornalismo e studi di comunicazione e relazioni pubbliche, ha lavorato fra l’altro come cineasta e moderatrice televisiva. Ha ottenuto il Master of Fine Arts all’Istituto d’Arte della HGK FHNW a Basilea e ha studiato all’Istituto d’Arte Letteraria dell’Università di Arti applicate di Vienna. Scrive e realizza spettacoli letterari in parecchie lingue. Nel 2019 è uscita la sua prima raccolta poetica «tinnitus tropic» (editionmevinapuorger, Zurigo), onorata con il Premio Svizzero di Letteratura nel 2020. Nell’autunno 2024 esce il suo primo romanzo «Tschiera» per la Chasa Editura Rumantscha.